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Irrational Man: che Allen sia con voi

Categoria: News Scritto da Mariano / December 11, 2017

Vorrei scrivere qualcosa sul film visto ieri sera, "Irrational Man", quindi lo scrivo. Rimanderò in altra sede e in altro momento una recensione più sofisticata, più ricca e più studiata. Qui, adesso, scrivo di pancia. La stessa pancia alcolica "di puro malto" probabilmente di Abe Lucas, il Bukowski della filosofia interpretato da uno Joaquin Phoenix in forma eccellente. Perché, sono convinto, le cose vanno fatte prima con la pancia, poi col cuore e infine con la testa: è la naturale scalata che dalla forza di gravità conduce alle stelle.
Scalata che è riuscita molto bene ad Allen che con questo film risponde a quell'esercito di cloni in fila per l'altra sala, quella in cui trasmettono un risveglio della forza pubblicitaria degno del miglior Mad Men.

Invece qui, detto candidamente senza aria di snob o di radical chic (non ne abbiamo bisogno), si riscopre una vera chicca, se non altro il gusto di vedersi un film in una sala non eccessivamente affollata, con buona pace degli incassi. C'è chi può permetterselo.
D'altronde anche l'ultima fatica del regista di Match Point parla di un risveglio della forza. Ma, a differenza di operazioni commerciali di altro stampo e di altri imperi, qui, democraticamente parlando, la forza ritrovata di Abe è messa fortemente in crisi.
Mi aspettavo di trovare l'ecosostenibile leggerezza dell'ironia amara di Allen, e l'ho trovata, collaudata da un jazz tutto di pianoforte e ogni tanto più classicheggiante. Mi aspettavo di trovare le scene pulite, ma non troppo, piacevoli, ma non edoniste, una scenografia degna delle grandi tragedie universali che si consumano lontano dalle grandi città, sempre nella provincia, e ho trovato anche questo.
Quello che invece non mi aspettavo di trovare era una sensazione di disagio. Non si esce dal cinema soddisfatti dell'ennesimo pappone (italiano o americano che sia) che riempie come farebbero certe accoppiate di patatine, cheeseburger e bevanda gassata, colpevoli di una certa passività psicofisica di molti. Non si esce zombie (non quelli estetici di Romero, sia chiaro, ma quelli finti di Walking Dead), né cloni (anche qui non quelli di Orphan Black, ma altri più oscuri).
Sto parlando di quel disagio che si sente in lavori della portata di Breaking Bad o di The Shield, o di molte tragedie di Shakespeare. Il disagio che proviamo per il Mercante di Venezia che non può ottenere la sua giustizia, se non vendetta, pur avendo agito perfettamente per vie legali.
Eh sì: perché Abe fa la cosa giusta, al momento giusto, ma per le motivazioni sbagliate. Perché nessuna motivazione sarà mai giusta per uccidere.
Irrational Man è il figlio di Musil o di un filone letterario mitteleuropeo. Abe non ha però i panni dell'antieroe cui ci hanno abituato negli ultimi anni. Abe non ci piace, Joaquin Phoenix sì: quindi abbiamo la recitazione perfetta. Abe non ci piace perché si avverte in lui un edonismo scontato, di maniera, una resa. E la sua declamazione di "risveglio della forza" è esattamente il lato oscuro, altroché.
Allora è preferibile Emma Stone nelle vesti (e che vesti trattandosi di Emma Stone!) di una studentessa che segue lo schema "piccolo-borghese", così lo definisce lei, della tipica ragazza catturata dal fascino dell'uomo maturo e un po' maledetto, che infine si redime e torna dal tipo tranquillo e presente a se stesso. Schema che non è per niente banale, perché è degno di un percorso.
Un altro percorso ancora più bello lo regala invece Rita, professoressa interpretata da una Parker Posey in splendida forma, che ha colto la vera natura di Abe ed è persino disposta ad accettarla.
Ma Allen qui cambia le carte insolute di Match Point; il delitto si trasformerà in castigo (non mancano anche qui i rimandi a Dostoevskij), e i veri vincitori saranno quelli redenti, lontani dal proprio ego, quelli che sono stati in silenzio, quelli buoni, insomma, pur con tutti i loro piccoli problemi, risolti senza tante fanfare o squilli di trombe.
Irrational Man è una perla e avremmo bisogno di più film di tal stoffa.

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