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La macchia sul soffitto

Categoria: News / October 18, 2017

Il puer cianotico di Trainspotting è morto e al suo posto è rimasta una macchia sul soffitto. L’obiettivo la inquadra dal basso e una voce fuori campo asserisce alcune verità frammiste a stati d’animo e in un progressivo zoom-out ci allontaniamo rendendoci conto che non ci troviamo più nel film magistrale di Danny Boyle, nipote dell’opera di Irvine Welsh, ma in True Detective, Stagione 2. Ma di macchie sul soffitto è piena l’ultima generazione letteraria che non ha capito Bukowski, prendendogli così in prestito quel turpiloquio che peraltro non gli appartiene. Tutte le regole della narrativa e della metrica in versi sembravano essere saltate per sempre. L’atto finale della rivoluzione sembrava essere compiuto. Eravamo liberi. Di fare cosa e rispetto a cosa non lo si era mai capito, ma comunque eravamo liberi. Leggi tutto...

Duet-tiamo? La percezione radiale dell'amore

Categoria: News / October 18, 2017

Di carattere sono fatto così: se una cosa mi piace non riesco a non esserne entusiasta! Vorrei che la mia vita fosse una festa continua, di quelle che ogni sera Gatsby organizzava nella sua villa. E come lui vorrei perdermi nella folla di sconosciuti invitati, ascoltarli e forse, per caso, trovare la mia Daisy. Mentre mi aggiro in tutto questo decadente e sfarzoso inno alla gioia, una cosa potrei farla. Scaricare Duet sul mio smartphone e cominciare a…giocare. Eh sì, perché, e non starò neanche a citare qui i numerosi studi che hanno dimostrato che un buon videogioco è sicuramente meglio di un libro scritto male (scusatio petita…), giocare è importante, e mai dovremmo perdere di vista la componente del gioco. Senza peraltro addentrarci nelle numerose teorie della c.d. gamification, mettiamoci in gioco. Anzi, in Duet. Leggi tutto...

Irrational Man: che Allen sia con voi

Categoria: News / October 18, 2017

Vorrei scrivere qualcosa sul film visto ieri sera, "Irrational Man", quindi lo scrivo. Rimanderò in altra sede e in altro momento una recensione più sofisticata, più ricca e più studiata. Qui, adesso, scrivo di pancia. La stessa pancia alcolica "di puro malto" probabilmente di Abe Lucas, il Bukowski della filosofia interpretato da uno Joaquin Phoenix in forma eccellente. Perché, sono convinto, le cose vanno fatte prima con la pancia, poi col cuore e infine con la testa: è la naturale scalata che dalla forza di gravità conduce alle stelle. Scalata che è riuscita molto bene ad Allen che con questo film risponde a quell'esercito di cloni in fila per l'altra sala, quella in cui trasmettono un risveglio della forza pubblicitaria degno del miglior Mad Men. Leggi tutto...