I nostri progetti

Il libro “State Scherzando, Vero?”

Tre giovani poeti uniscono i loro versi in un unico libro: Mariano Macale, Fabio Appetito, Marco De Cave. Ognuno con le proprie caratteristiche, le peculiarità e differenze ma comunque uniti nella stessa battaglia: Macale con “Voglio una poesia spericolata”, Appetito con “Ci sono cose che devono accadere prima di far accadere le cose” e De Cave con “Nemmeno ce ne siamo accorti che siamo cambiati quando ce ne siamo accorti”. Ad accomunarli la speranza e la fiducia di puntare ancora una volta sulla poesia. La volontà di allineare gli intenti in un altro piccolo, ma prezioso spiraglio d’arte.

Il libro “Resushitati”

Già dal titolo il libro presenta una dualità, quella del “o risorgi o muori” e si nota da come si voglia leggere il titolo. Resuscitàti, come il titolo di un film, un atto terzo a quello della vita. Mentre cambiando l’accento in modo da dire “resùscitati”, un imperativo destinato a ciascun lettore, che riporta alle origini.

Tema centrale del libro è il concetto di resurrezione, soprattutto dei vivi, delle persone dalle vite apparenti, dai corpi comandati dalle celebrazioni delle personalità singole. La richiesta di una scelta, limpida e netta, è tema esistenziale del libro. La prefazione dello stesso è di Paolo Rigo (traduttore per Perrone Editore di Armantrout).

Ma perché inserire la parola sushi nel mezzo? Il sushi è nell’immaginario parte del mondo “take-away”, del portar via, ovvero di quel mondo in cui gli oggetti sono impacchettati e portati via. Mentre il libro si riferisce al soggetto che viene portato via, reinterpretando la categoria principale del consumismo, quella dell’estrema personalizzazione, però degli oggetti e non dei soggetti.

Con quest’ultimo libro, il gruppo si ripresenta attivo sul piano sociale, preparandosi così ad avviare una stagione di nuovi tour legati al reading nonché  nuovi progetti legati al mondo della scrittura.

Fine Turno Italia

Reading teatrale, nella forma di “teatro-canzone” sulla condizione del lavoro in Italia. Mette insieme il diario delle operaie della Tacconi Sud, poesie e canzoni del gruppo Cardiopoetica, nonché memorie visive (video) dell’occupazione della petroliera Marettimo. Lo spettacolo è interamente svolto con tute operaie e caschi arancioni di chi lavora nei cantieri.

Niente è Vero Re

Dramma teatrale sulla solitudine del potere e sulla “solitudine al potere”; sinossi: un sindaco riceve anonime telefonate che diventano via via più accusatorie nei suoi confronti; un viaggio interiore e sociale nelle sale del potere, un confronto tra un sindaco mafioso e un onesto cittadino, che finirà per assumere i surreali tratti di un gioco crudele tra re e pedina.

Antologie varie

Cardiopoetica partecipa in varia misura a diverse antologie. Spicca prima fra tutte l’antologia “Rome's revolutionary poets brigade vol.1” ed. Ensemble, curata da A. Bava, che riassume il lavoro della Revolutionary Poets Brigade, cui fa da prefazione il Poeta di Sna Francisco Jack Hischman, erede della tradizione beat cominciata da Ferlinghetti e Kerouac.

A titoli individuali di autori, partecipa all’Antologia promossa da CAM (Con Altri Mezzi), in uscita a Dicembre 2015 e presentata a Padova, dal titolo “Escape”, sul tema delle condizioni nei penitenziari italiani.

Partecipa all’Antologia “Racconti d’Estate”, Ed. Ensemble. 

Monologo "Ci chiamarono tutti Alda"

Ci chiamarono tutti Alda è un atto unico scritto da Fabio Appetito, premio internazionale Alda Merini 2016 e membro del collettivo Cardiopoetica, interpretato da Giulia Santilli, forte dell’accademia nazionale drammatica Silvio D’Amico, che è alle prese con numerosi lavori con nomi eccellenti.Con musiche penetranti, e la sapiente alchimia di un poeta contemporaneo che ha avuto modo di scavare nell’eredità di Merini, grazie anche al supporto della famiglia Pierri, il monologo lascia dentro l’intera vita della poetessa dei Navigli, perché, come ci spiega Appetito, “farsi chiamare tutti ‘Alda’ non è soltanto un invito, è un monito, poiché soltanto morendo più volte, si può tentare di vivere più volte, prendendo esempio dai poeti”.“Ci chiamarono tutti Alda”, è stato inscenato a gennaio con regia di Pino Insegno, supervisionato da Marco Guadagno alla regia, ed interpretato da Giulia Santilli.

Aequaliter Nubila Intra MOenia  - A.N.I.Mo.

Il meteo annuncia: parzialmente nuvoloso entro le mura della città. Nuvole che faticano ad andarsene. Nuvole dentro la testa. Nuvole da pioggia. Da neve. Da appartamento. Da città. Per sentirsi più leggeri. O meno.A.N.I.Mo. è un reading un po' voce, un po' silenzio, per predire la pallida gravità di tutti i giorni. Una chitarra elettrica, tre voci che leggono in un'atmosfera intima, quando la pioggia ha sciolto tutti i colori di Monet.Lo spettacolo si addice in spazi sia molto piccoli, interni, sia con amplificazione nelle piazze. Lo spettacolo è stato ospitato in oltre 15 date in tutta Italia durante l'ultimo mese del 2016.